venerdì 22 ottobre 2010

Un optional facoltativo?

Il nuovo itineario formativo che stiamo immaginando vuole integrare - ce lo siamo detti tante volte - la dimensione spirituale, quella culturale e quella psicologica.

Eppure, rispetto a quest'ultima dimensione, si avvertono ancora spesso resistenze, dubbi e diffidenze fra le persone, nei gruppi parrocchiali e più in generale nei contesti ecclesiali.

Può aiutare forse a riflettere questo servizio di Radio Vaticana intitolato "Preti sul lettino", che viene introdotto sul sito da queste brevi ma siginificative parole.


Spesso la formazione teologica del seminario non è sufficiente a preparare futuri sacerdoti capaci di attraversare crisi e momenti di stanchezza. Il clero diocesano, che diminuisce e invecchia, deve affrontare il sovraccarico di lavoro, solitudine, problematiche affettive, e tutte i rischi di chi svolge una 'professione d'aiuto'. Per i preti ci vuole perciò anche una formazione di taglio psicologico permanente, da non considerare 'un optional facoltativo'. Questo, in sintesi, il messaggio del libro 'Preti sul lettino' (Ed. Giunti), scritto a quattro mani da p. Giuseppe Crea, psicoterapeuta, e dal giornalista Fabrizio Mastrofini. Accanto a una vita spirituale intensa, bisogna imparare a gestire le proprie emozioni, a curare la dimensione umana delle relazioni.

Ovviamente, tutto ciò non vale solo per i preti. Ma anche per i laici, i padri, le madri, le coppie di sposi (i catechisti, gli operatori pastorali...).

La formazione "di taglio psicologico" non può essere "un optional facoltativo".

3 commenti:

  1. Mi pare un'ottima iniziativa. Coraggiosa e innovatrice.

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  2. Grazie Anonimo, ti riferisci al libro sui preti o al progetto di questa commissione? :-)

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  3. Carissimo, la paura può sorgere da un'idea "professionistica" del termine "psicologico".

    Ora a volte può essere necessario un intervento specialistico, ma ciò di cui abbiamo bisogno è di integrare nella sapienza pedagogica ordinaria (negli asili cioè come in famiglia, nei seminari come nelle università, nelle parrocchie come nelle congregazioni religiose) una maggiore conoscenza di come funziona la mente umana, e cioè un livello nuovo di autoconoscimento.

    Tutto qui: oggi siamo in grado di conoscerci in un modo nuovo, come disse il poeta francese Saint-John Perse nel discorso di ricezione del premio Nobel del 1960.

    Un abbraccio. Marco Guzzi

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